Manga e anime in Giappone: dal Museo Ghibli al Manga Museum

Manga e anime in Giappone: dal Museo Ghibli al Manga Museum

In Giappone fumetti e animazione (manga e anime) non sono mai stati considerati solo un genere infantile, come invece avveniva in Italia, almeno fino a qualche anno fa: in questo la mentalità giapponese è sempre stata molto più simile a quella francese che, ad esempio, ritiene il fumetto un vero e proprio genere letterario, adatto a varie fasce di età.

Viaggiando sulla JR a Tokyo vi capiterà di incrociare persone che leggono manga (il tipico fumetto giapponese) mentre nelle edicole o nelle librerie troverete, accanto a quotidiani e riviste, anche un immancabile, e ben fornito, settore manga e anime!

E sapete qual’è il film che ha incassato di più in Giappone, superando “Titanic” di James Cameron? “La Città Incantata“, il film di animazione del regista giapponese Hayao Miyazaki!

Visitare il Giappone vuol dire fare i conti anche con questo aspetto della sua cultura: per chi, come me, è cresciuta circondata da cartoni animati giapponesi è stato piuttosto semplice abituarsi, anzi, manga e fumetti hanno rappresentato uno dei fili conduttori del nostro viaggio.

Durante la permanenza nel Paese del Sol Levante, infatti, oltre a templi e siti storici, ho visitato anche musei e luoghi caratteristici della storia del fumetto e dell’animazione giapponese.

IL MUSEO GHIBLI A MITAKA: LA CASA DEI PERSOGNAGGI DI MIYAZAKI 

Prima che vincesse l’Oscar con “La Città Incantata”, in occidente il regista e disegnatore Hayao Miyazaki era quasi sconosciuto: quando ero adolescente, l’unico posto dove si poteva trovare qualcosa delle sue produzioni (da “Conan, il ragazzo del futuro” al suo capolavoro, almeno per me, “Nausicaa della Valle del Vento” al suo anime ambientato in Italia, “Porco Rosso”) era Lucca Comics.

Logico quindi che tra i luoghi che avevo voglia di visitare in Giappone ci fosse il Museo Ghibli, l’area espositiva legata allo Studio Ghibli.

Lo Studio Ghibli, infatti, venne fondato da Miyazaki, e dal collega, Isao Takahata (autore e disegnatore del cartone animato “Heidi”) nel 1985, dopo il successo del film di animazione “Kaze no tani no Naushika” (appunto “Nausicaa della Valle del Vento”, film tratto dall’unico manga creato da Miyazaki!)

Il nome Ghibli venne scelto per la passione di Miyazaki per il volo: Ghibli infatti era il nome di un modello di aereo usato durante la seconda guerra Mondiale.

Tra le produzioni dello studio ci sono capolavori come “La Citta Incantata”, “Il mio vicino Totoro“, “Kiki consegne a domicilio“, “Porco Rosso”, “La Principessa Mononoke”, “La Tomba delle Lucciole”. L’ultimo film “Si alza il vento” è arrivato sugli schermi dei cinema italiani pochi mesi fa.

Nel 2001 lo Studio Ghibli ha aperto il proprio museo, il Museo Ghibli, nel parco di Inokashira, nel quartiere di Mitaka, sobborgo di Tokyo.

Devo dire che quando lo abbiamo visitato, nel 2007, il museo era concepito per un pubblico di età molto giovane..forse anche troppo!

Se però amate le produzioni di Miyazaki la visita vale sempre!

Per raggiungere il Museo Ghibli occorre prendere la JR fino alla stazione di Mitaka e da qui seguire le indicazioni della mappa che si trova nel parco (occhio perchè, almeno quando ci siamo state noi, non era proprio in bella vista).

Il Museo ha un sito anche in lingua inglese, molto essenziale ma utile per aver indicazioni su orari e costi.

La struttura ricorda le abitazioni del villaggio della Valle del Vento di Nausicaa; al suo interno invece è possibile visitare il giardino di Laputa e una piccola ricostruzione di quello di Kiki.

Purtroppo nei locali interni del Museo Ghibli non è possibile fare foto!

Meraviglioso il bookshop, dove è possibile trovare davvero molto materiale sui gadget e le produzioni dei film dello Studio…io ne ho approfittato per acquistare gran parte degli storyboard dei alcuni dei miei film preferiti di Miyazaki!

KYOTO INTERNATIONAL MANGA MUSEUM

Il principale museo di riferimento per i manga in Giappone si trova a Kyoto ed è il Kyoto International Manga Museum.

Il museo ha aperto nel 2006 ed ha un ottimo sito in inglese, con tutte le indicazioni per raggiungerlo, sia in autobus che a piedi

Noi lo abbiamo visitato praticamente l’anno successivo alla sua apertura: in realtà più che un vero museo si presentava (e credo si presenti ancora) come una enorme biblioteca dove sono archiviate oltre 300.000 pubblicazioni relative a serie di manga, dal 1970 fino ai nostri giorni; i manga arrivano non solo dal Giappone ma da tutto il mondo!

Tra queste, circa 50.000 possono essere anche prese in lettura dai visitatori.

Inoltre, periodicamente, all’interno del museo vengono organizzate mostre a tema su anime e manga.

La visita al museo in realtà non dura molto, se non ci si vuole fermare a leggere qualcosa (e dato che i volumi sono per lo più in giapponese, non è poi così facile!)

E’ comunque un luogo caratteristico se vi piacciono i manga: tra l’altro il museo ha anche un delizioso cafè con uno spazio all’aperto, dove approfittarne per riposarsi un po!

HIGARASHI MUSEUM

Scoprimmo l’esistenza dell’Igarashi Museum grazie ad un volantino trovato proprio al Kyoto International Manga Museum!

Per chi non lo sapesse Yumiko Higarashi è la disegnatrice del manga (e cartone animato) “Candy Candy”, oltre che di GeorgieLunaKitty la stella del circo e Susy del Far West.

Dato che Elena è sempre stata una fan di Candy Candy (ma quale ragazzina degli anni 80 non ne è stata influenzata in qualche modo?!) decidemmo di effettuare una sosta fuori programma durante il nostro viaggio tra Kyoto e Hiroshima, proprio per visitare il Museo.

L’Igarashi Museum infatti si trova nella città di Kurashiki, nella prefettura di Okayama.

Ho provato a cercare ma non ho trovato alcun sito ufficiale del museo: avevo trovato una mappa che aiutava a raggiungerlo, partendo proprio dalla stazione JR Kurashiki, ma è stata cancellata. Vi rimando quindi alla mappa alla fine del post per cercare di orientarvi!

Devo ammettere che questa visita fuori programma è stata veramente interessante e non tanto per il museo in sé quanto per il paese: Kurashiki era una cittadina deliziosa che mi permise di respirare, finalmente, un po’ dell’”aria giapponese” che avevo assaporato in tanti manga e che ancora non ero riuscita a ritrovare in città come Tokyo o Kyoto!

L’Higarashi Museum è davvero molto piccolo, distribuito su due piani: diciamo che la visita vale se siete davvero patite per questa disegnatrice!

Tra l’altro a causa di una contesa legale con le sceneggiatrici di Candy Candy e Georgie Yumiko Hiragarshi non ha il permesso di utilizzare le immagini di questi manga e quindi nel suo museo si trovavano praticamente solo gadget dei manga minori.

Dato che la contesa è ancora in atto dubito che sia cambiato molto in questi anni!